Soffocante, tediosa vita... riesco a sentirne l’odio attraversarmi il corpo e passare dentro le vene inesorabile, pesante, dura; Corrodermi l'animo e tutto quello che sono. Eppure osservo ancora quella gigantesca chiesa che sembra chiamarmi e cercare di farmi cambiare idea. No. Non cambierò. Non cambierò strada, e andrò verso quella casa ancora una volta. Questa volta sarà l’ultima. Voglio incendiare tutto, distruggere ogni segno della sua esistenza e sbarazzarmene per sempre. Voglio distruggere quell’essere che mi ha tanto detestato e che non ha fatto altro che riversarmi addosso litri di veleno. Acido. Ti distruggerò. Per troppo tempo ho dovuto soffrire, ti ho dovuto sopportare... sottomettendomi al tuo volere e ad ogni tuo capriccio, ho fatto crescere ancora di più il tuo disprezzo per la vita. Uomo. Questa volta non ti seguirò, non ubbidirò ai tuoi comandi insulsi. Non ti mostrerò la mia corteccia dura e lascerò che tu la graffi. No, non ci riuscirai ancora. Sono diventata ancora più dura di te. Forte. Non ho più niente dentro, sono solo un corpo rigido, un cuore nero, un cervello capace di pensare solo alle tue ingiustizie per elaborare la sentenza della tua morte. Sì; la tua. Tu morirai. Io ti ucciderò. Soffocherai e ti perderai nella tua fiamma, nella tua ombra. Pagherai i tuoi errori una volta per tutte... non sarò più tua; sarò finalmente e semplicemente libera. - Anzi, no -. Non sarò libera. Quello è solo un sogno. È solo un'effimera illusione. Continuerò a vivere in questo schifo di mondo, in questa stupida civiltà. Non starò meglio. Lo so. Sarò ancora davanti a questa chiesa a contemplare colui che tutti chiamano Dio... e a sperare che esista, in un qualche modo.
Ma ora, è il momento di agire; attraverserò questa piazza e andrò verso quel luogo.. il luogo che tanto tormenta il mio essere...e.. li ci sarà la mia resa dei conti.
***
George, eccomi qui! Sto per distruggere la tua vita, distruggerò te. Mentre dormi ti accarezzerò i capelli e bacerò la tua fronte... sarà il nostro addio. Il mio unico modo per avvisarti di quello che starà per succedere. Sarai in grado di capire il mio messaggio? Vedrai che sono il tuo Giuda traditore? Sarà nelle tue mani la tua stessa sorte... svegliati. Fermami, ti prego. Ora, che le mie labbra sono ancora appoggiate al tuo volto. Cambia le carte in tavola. Cambia il destino..cambia ciò che io voglio ardentemente per il mio aguzzino... per te!
No. Ormai è troppo tardi.
Ho staccato le mie labbra dal tuo volto e allontanato il mio respiro da te. Tengo in mano la tua fine. Sono diventata quello che volevo, e finalmente ho il controllo io. Solo un tasto. Una leggera pressione del mio dito su quel pulsante e tutto sarà finito.
Ora.
***
C’è stata un’esplosione e tu hai smesso di vivere. Custodisco il tuo ricordo e il nero che aveva dimora in te si è permanentemente impresso nella mia anima... ora sporca e intrisa di male.
Dall’altra parte della strada, davanti alla chiesa c’è una panchina. Mi ci sono seduta. È passata un’ora. Non ho più parole o pensieri. Non ho più cuore e corpo. Non ho più anima. Non ho più niente. Non sono niente. Sono presenza ombrosa che occupa uno spazio, che agisce in modo involontario, che guarda un’imponente monumento nel centro di una città qualunque.
Chiesa... atto folle di migliaia di popolazioni e civiltà. Manifestazione di sapienza e arte. Ridicola devozione di un’umanità a un essere onnisciente, onnipotente, onnipresente; ma completamente inesistente. Energie utilizzate in errato modo... risultato di ancora più errate credenze intorno alle quali il mondo vive...
Dio non esiste. L’ho finalmente provato a me stessa. Perché, in quell’esplosione, in quella mia piccola follia, sono morte due persone, se non tre. Siamo morti tutti. Morto lui, morta io, morto il frutto del suo abuso su di me. E, nessuno è venuto in nostro soccorso. Nessuno ci ha... o mi ha indicato la giusta via, e ha assegnato a noi il posto che occuperemo per l’eternità. Di nuovo sono rimasta sola. Ma, avevo bisogno di provarlo. ...Dio, inesistente... Avevo solo bisogno di provarlo... e, ora che lo so, sono serena. Devastata, ma serena. Rassegnata, ma serena. Morta... sorridente... persa.
Nessuno è venuto in mio soccorso.
Nessuno.
lunedì 21 luglio 2008
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